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	<title>LA DOTTA Archivi - SCRIBO - Scrittura Bolognese</title>
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	<description>Handcrafted Italian fountain pens</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Apr 2026 13:17:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>LA DOTTA Uovo in Raviolo</title>
		<link>https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-uovo-in-raviolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giancarlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 23:19:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’abbiamo realizzata in soli 102 esemplari numerati.</p>
<p><strong>Desideri un numero particolare?</strong> Scrivicelo nelle note e faremo il possibile per accontentarti, se ancora disponibile.</p>
<p>Le finiture de LA DOTTA Uovo in Raviolo sono realizzate con il trattamento <strong>PVD Corten</strong>; per accompagnarle, il pennino è realizzato in <strong>oro rosa</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-uovo-in-raviolo/">LA DOTTA Uovo in Raviolo</a> proviene da <a href="https://www.scritturabolognese.com">SCRIBO - Scrittura Bolognese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA DOTTA Uovo in Raviolo</strong></p>
<p><em>L’arte della scrittura incontra l’eccellenza culinaria.</em></p>
<p>Ci sono creazioni che sfidano il tempo. Pochi ingredienti, un’idea semplice ma geniale e una maestria che trasforma un piatto in un simbolo. Il <em>San Domenico di Imola</em>, ristorante due stelle Michelin, ha scritto una delle pagine più importanti dell’alta cucina italiana con il suo iconico “<strong><em>Uovo in Raviolo</em></strong><em>” </em>&#8211; un equilibrio perfetto tra delicatezza e tecnica, tra storia e innovazione.</p>
<p>Una sottile e delicata pasta all’uovo che racchiude, immerso nella morbidezza della ricotta e degli spinaci, un tuorlo fondente e cremoso. Assieme al Parmigiano Reggiano e al tartufo sciolti dal burro nocciola, crea un insieme di sapori unico: gusti semplici, ma decisi.</p>
<p><em>L’Uovo in Raviolo è la perfetta sintesi del territorio, della tecnica e dei sapori della cucina del San Domenico.</em></p>
<p>Oggi, quell’arte prende una nuova forma. SCRIBO rende omaggio a questa eccellenza con <strong><em>Uovo in Raviolo</em></strong>, un’edizione limitata e numerata della collezione La Dotta. Come ogni pezzo della nostra collezione de <em>La Dotta</em>, anche questa è dedicata alla valorizzazione del nostro territorio. Un tributo alla cultura, alla tradizione e all’artigianalità che rendono l’Emilia-Romagna un punto di riferimento nel mondo per la qualità e il saper fare.</p>
<p><strong><u>L’ispirazione: l’incontro con Massimiliano Mascia</u></strong></p>
<p>Dal nostro primo incontro con lo chef Massimiliano Mascia è nata l’ispirazione per realizzare questo nuovo progetto. Ci è piaciuta sin da subito l’idea di creare e associare una delle nostre stilografiche a qualcosa di inaspettato: un piatto che ha fatto la storia dell’alta cucina italiana.</p>
<p>L’idea di legare la scrittura a un’esperienza gastronomica così raffinata e rappresentativa del territorio ci ha affascinati immediatamente. Un connubio insolito, ma perfetto, tra il gesto della scrittura e l’arte della cucina.</p>
<p>Una stilografica ispirata ai colori caldi e avvolgenti di questo piatto simbolo: la pasta fresca dorata, il tuorlo che si fonde con il burro di malga e il tartufo bianco. Ogni tratto di penna diventa un’espressione della stessa cura, precisione e passione che rendono questo piatto un’icona senza tempo.</p>
<p><strong><u>Massimiliano Mascia: tradizione e innovazione</u></strong></p>
<p>Il percorso di Massimiliano Mascia inizia a soli 14 anni, alternando gli studi con la formazione diretta nel ristorante di famiglia e arricchendo la sua esperienza nelle migliori cucine internazionali. Ha affinato la tecnica in Francia con Alain Ducasse, esplorato l’organizzazione e i ritmi della ristorazione negli Stati Uniti e perfezionato la conoscenza delle materie prime in Italia.</p>
<p><em>“La cucina del Ristorante San Domenico è una cucina del territorio, intesa come ricerca delle migliori materie prime nel loro ambiente ideale, in continua evoluzione, con nuove tecniche al servizio della tradizione.”</em> – Massimiliano Mascia</p>
<p>Come SCRIBO celebra l’arte della scrittura attraverso la qualità assoluta dei suoi pennini e la ricerca sui materiali, Massimiliano Mascia custodisce e rinnova un’eredità fatta di tecnica, passione ed emozione.</p>
<p>Anche per lui la scrittura ha un significato profondo che lo riporta indietro nel tempo:</p>
<p><em>“Il mio rapporto con la scrittura è ancestrale e mi riporta agli anni della scuola, quando le pagine dei quaderni a righe guidavano i movimenti della biro per non uscire dai bordi. Oggi la scrittura è per lo più digitale—telefoni e tastiere sembrano dominare su tutto, ma le cose importanti, quelle che contano davvero, le frasi del cuore, scritte alle persone che amiamo e a cui teniamo di più, sono sempre scritte a mano. Per fortuna, aggiungerei.”</em></p>
<p><strong><u>Ristorante San Domenico: un’icona dell’alta cucina italiana</u></strong></p>
<p>Aperto nel 1970, il <em>San Domenico</em> ha segnato una rivoluzione nella ristorazione italiana, trasformando la raffinata cucina delle case nobiliari in un’esperienza gastronomica aperta a tutti. Il suo fondatore, <strong>Gianluigi Morini</strong>, ha immaginato un luogo in cui l’arte culinaria potesse esprimersi con eleganza e maestria, senza compromessi sulla qualità.</p>
<p>A consolidarne il prestigio fu l’arrivo di <strong>Nino Bergese</strong>, il leggendario “cuoco dei re, re dei cuochi”, che portò al <em>San Domenico</em> la sua esperienza ai fornelli delle più importanti famiglie aristocratiche. Grazie alla sua visione e al suo talento, il ristorante divenne un punto di riferimento per l’alta cucina italiana e internazionale.</p>
<p>Massimiliano Mascia ha raccolto questa eredità e guida il <em>San Domenico</em> verso il futuro. Grazie alla sua capacità di innovare nel rispetto della tradizione, continua a elevare la filosofia del ristorante, mantenendo salde le radici nella cultura gastronomica del territorio e spingendosi sempre oltre con tecnica e ricerca.</p>
<p><strong>Un’edizione limitata e numerata</strong><br />
È con lui che abbiamo dato forma a questa visione, trasformando il legame tra scrittura e alta cucina in un oggetto che ne racchiude l’essenza.</p>
<p>Come un piatto firmato dallo chef, ogni stilografica <em>Uovo in Raviolo</em> è unica. L’abbiamo realizzata in soli 102 esemplari &#8211; a sottolineare le 2 stelle Michelin di cui si fregia il Ristorante San Domenico &#8211; per celebrare il dialogo tra due forme d’arte: quella della scrittura e quella della cucina.</p>
<p><strong>Un tratto morbido e avvolgente</strong><br />
Il pennino SCRIBO, rinomato per la sua fluidità e morbidezza, richiama l’esperienza sensoriale dell’uovo che si fonde nel raviolo.</p>
<p><strong>I colori della tradizione</strong><br />
Una palette che richiama la ricchezza degli ingredienti: il rosso aranciato del tuorlo, il giallo intenso della pasta e il calore dell’oro anticato.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>LA DOTTA Uovo in Raviolo</strong></p>
<p>Come il San Domenico ha ridefinito l’alta cucina italiana, SCRIBO custodisce e rinnova la grande tradizione della scrittura. LA DOTTA <em>Uovo in Raviolo</em> è un ponte tra passato e futuro, tra la cultura del cibo e quella del segno scritto. Realizzata in resina diamond cast, le sue venature rossastro e arancio ci riportano direttamente ai colori del cuore della pietanza a cui è dedicata: quel tuorlo cremoso che si schiude e si mescola con i colori e i profumi dei sapori che lo circondano. Le finiture “corten” della stilografica rimandano al color oro antico del cucchiaio che viene servito per gustare l’Uovo in Raviolo.</p>
<p><strong>I colori del gusto: una selezione esclusiva di inchiostri</strong></p>
<p>Ogni dettaglio della stilografica <em>Uovo in Raviolo </em>racconta una storia e l’esperienza di scrittura si completa con una selezione esclusiva di <strong>quattro inchiostri</strong> ispirati agli elementi chiave del piatto:</p>
<ul>
<li><strong>Verde spinacio:</strong> il tocco vegetale che dona profondità e carattere</li>
<li><strong>Arancio tuorlo:</strong> l’intensità vibrante del cuore fondente del raviolo</li>
<li><strong>Giallo sfoglia</strong>: il calore della pasta fresca appena stesa</li>
<li><strong>Tartufo:</strong> la nota pregiata e avvolgente che firma il piatto con un aroma inconfondibile.</li>
</ul>
<p>Un kit che celebra i colori e i sapori di una vera icona della cucina italiana, trasformando ogni parola scritta in un viaggio tra gusto, artigianalità e tradizione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>LA DOTTA Frassinago</title>
		<link>https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-frassinago/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Baglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 21:33:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le finiture de LA DOTTA Frassinago sono realizzate con il trattamento <strong>PVD Corten</strong>; per accompagnarle, il pennino è realizzato in <strong>oro rosa</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-frassinago/">LA DOTTA Frassinago</a> proviene da <a href="https://www.scritturabolognese.com">SCRIBO - Scrittura Bolognese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA DOTTA Frassinago</strong></p>
<p>Oggi lanciamo qualcosa di veramente speciale, inizialmente previsto per un&#8217;uscita successiva, le edizioni Frassinago e Saragozza sono dedicate alla forza e all&#8217;unità di Bologna.</p>
<p>Sabato 19 ottobre si è verificata una grave alluvione,</p>
<p>proprio nel cuore di Bologna, lasciando aree devastate e da ricostruire completamente.</p>
<p>Alla luce di questi recenti eventi, abbiamo anticipato il lancio de LA DOTTA, dedicando le due nuove edizioni al sostegno della ricostruzione della nostra comunità.</p>
<p>Devolveremo pertanto il 30% dei ricavi di queste due edizioni a sostegno del Comune di Bologna, per le attività collegate alla ricostruzione della nostra comunità.</p>
<p>Le due nuove stilografiche Frassinago e Saragozza della collezione LA DOTTA sono realizzate in resina diamond cast e prodotte in 219 esemplari per colore.</p>
<p>Ad accompagnarle, per un periodo limitato di tempo, abbiamo realizzato delle pochette in pelle naturale in diversi colori che saranno abbinate a LA DOTTA Frassinago e Saragozza, come a tutte le altre nostre stilografiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia.”</em></p>
<p>(Kalhil Gibran)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>LA DOTTA Labante</title>
		<link>https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-labante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Baglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2024 09:57:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>LA DOTTA Labante è realizzata in 119 esemplari con una resina madreperla turchese e finiture rutenio.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA DOTTA Labante</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">A poche decine di chilometri da Bologna, sulle colline che separano l’Emilia-Romagna dalla Toscana, sono situate le Grotte di Labante, una delle formazioni di travertino più imponenti d&#8217;Italia, con una lunghezza di 54 metri e un dislivello di circa 15 metri.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le grotte sono state create dall&#8217;azione erosiva dell&#8217;acqua di una sorgente che, nel corso dei millenni, ha creato un paesaggio fiabesco e suggestivo dove è possibile ammirare stalattiti, stalagmiti, colate e vasche.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oltre al loro valore geologico, le Grotte di Labante si trovano in una zona di grande bellezza paesaggistica ed il loro ambiente buio e silenzioso è capace di creare un&#8217;atmosfera suggestiva e affascinante.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il travertino che le compone è una pietra sedimentaria calcarea molto diffusa in Emilia-Romagna e nella stessa Bologna. Il travertino è stato infatti utilizzato sin dall&#8217;epoca romana per la costruzione di numerosi edifici storici della nostra città fra cui, Le Due Torri e la facciata incompleta Basilica di San Petronio che domina Piazza Maggiore, nel centro della città.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le due nuove stilografiche Labante e Travertino della collezione LA DOTTA si ispirano ai colori, ai profumi e alle ambientazioni delle omonime grotte.</p>
<p style="font-weight: 400;">LA DOTTA Labante è realizzata in 119 esemplari con una resina madreperla turchese che si ispira ai colori delle cascate d’acqua nei pressi delle grotte ed è abbellita da finiture rutenio.</p>
<p style="font-weight: 400;">LA DOTTA Travertino, anch’essa realizzata in soli 119 esemplari, presenta per la prima volta delle finiture metalliche in PVD “Corten” che cingono la resina multi-colore ispirata ai paesaggi fiabeschi che si possono ammirare nei pressi delle Grotte di Labante.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“Il paesaggio è storia resa visibile.”</em></p>
<p style="font-weight: 400;">(J. B. Jackson)</p>
<p style="font-weight: 400;">
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA DOTTA Glicine</title>
		<link>https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-glicine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Baglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 11:50:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>LA DOTTA Glicine è realizzata in 90 esemplari per modello in resina screziata verde e lilla con finiture platino</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA DOTTA Glicine</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Con l’arrivo della a Bologna fioriscono i glicini, piccole piante rampicanti che colorano la città con grappoli di fiori lilla.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em> </em>Originari della Cina e del Giappone, i glicini sono stati introdotti nei parchi e giardini d’Europa, a partire da quelli inglesi, nel XVIII secolo e sono divenuti ben presto fra le piante esotiche più diffuse e apprezzate grazie alle loro spettacolari e profumate fioriture.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel linguaggio dei fiori, sono tantissimi i significati che vengono attribuiti al glicine, dalla bellezza alla sensualità. Fra tutti i valori che vengono associati al glicine, ci piace ricordare che in Europa il glicine è da sempre<strong> </strong>simbolo dell&#8217;amicizia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Proprio con amicizia e con grande senso di gratitudine per i nostri appassionati abbiamo deciso di realizzare il trio delle nostre tre stilografiche FEEL, LA DOTTA e PIUMA con un materiale luminoso e colorato, ispirato al colore violetto dei fiori, accostato alle nuance verdi della pianta del glicine.</p>
<p style="font-weight: 400;">FEEL, LA DOTTA e PIUMA Glicine sono realizzati in 90 esemplari per modello con finiture platino.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em> </em>“<em>Nessun bene senza un compagno ci dà gioia.</em>”</p>
<p style="font-weight: 400;">Seneca</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA DOTTA Drapperie</title>
		<link>https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-drapperie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Baglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 14:10:04 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.scritturabolognese.com/?post_type=product&#038;p=16847</guid>

					<description><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Via Orefici e via Drapperie sono due delle strade più affascinanti di Bologna. Sono luoghi da visitare assolutamente per chiunque voglia conoscere la storia e la cultura della città.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-drapperie/">LA DOTTA Drapperie</a> proviene da <a href="https://www.scritturabolognese.com">SCRIBO - Scrittura Bolognese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA DOTTA Drapperie</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La storia di Bologna è anche la storia dei suoi artigiani e dei suoi commercianti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un’incessante operosità si è espressa in antichi mestieri oggi scomparsi ma che, per la loro importanza, erano denominati “Arti” e si trovavano in posizioni ben chiare all’interno della città.</p>
<p style="font-weight: 400;">Via Orefici e via Drapperie sono proprio due delle strade più antiche e importanti di Bologna e si trovano nel centro storico della città, a pochi passi da Piazza Maggiore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Via Orefici era la strada dei gioiellieri, mentre via Drapperie era la strada dei commercianti di tessuti. Entrambe le strade sono state costruite nel Medioevo e sono state importanti centri commerciali per secoli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Via Orefici era originariamente chiamata &#8220;Via degli Orefici&#8221; perché era qui che si trovavano i banchi degli orefici. La strada era già importante nel XII secolo, quando fu citata in un documento del 1113. Nel corso dei secoli, via Orefici è diventata una delle strade più importanti di Bologna per l&#8217;acquisto di gioielli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Via Drapperie era originariamente chiamata &#8220;Via delle Drapperie&#8221; perché era qui che si trovavano i banchi dei mercanti di tessuti. La strada era già importante nel XII secolo, quando fu citata in un documento del 1119. Nel corso dei secoli, via Drapperie è diventata una delle strade più importanti di Bologna per l&#8217;acquisto di tessuti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Entrambe le strade sono state importanti centri commerciali per secoli e hanno contribuito a rendere Bologna una delle città più ricche e prospere d&#8217;Italia. Oggi, via Orefici e via Drapperie sono ancora strade vivaci e animate, che attirano visitatori da tutto il mondo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oltre al loro significato storico e commerciale, via Orefici e via Drapperie sono anche importanti per la loro architettura. Entrambe le strade sono fiancheggiate da edifici medievali e rinascimentali, che creano un&#8217;atmosfera suggestiva e romantica.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Via Orefici e via Drapperie sono due delle strade più affascinanti di Bologna. Sono luoghi da visitare assolutamente per chiunque voglia conoscere la storia e la cultura della città.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“L&#8217;arte non è un mestiere, è la maniera in cui si esercita un mestiere.” </em></p>
<p style="font-weight: 400;">Jean Renoir</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA DOTTA Orefici</title>
		<link>https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-orefici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Baglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 13:48:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Via Orefici e via Drapperie sono due delle strade più affascinanti di Bologna. Sono luoghi da visitare assolutamente per chiunque voglia conoscere la storia e la cultura della città.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-orefici/">LA DOTTA Orefici</a> proviene da <a href="https://www.scritturabolognese.com">SCRIBO - Scrittura Bolognese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA DOTTA Orefici</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La storia di Bologna è anche la storia dei suoi artigiani e dei suoi commercianti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un’incessante operosità si è espressa in antichi mestieri oggi scomparsi ma che, per la loro importanza, erano denominati “Arti” e si trovavano in posizioni ben chiare all’interno della città.</p>
<p style="font-weight: 400;">Via Orefici e via Drapperie sono proprio due delle strade più antiche e importanti di Bologna e si trovano nel centro storico della città, a pochi passi da Piazza Maggiore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Via Orefici era la strada dei gioiellieri, mentre via Drapperie era la strada dei commercianti di tessuti. Entrambe le strade sono state costruite nel Medioevo e sono state importanti centri commerciali per secoli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Via Orefici era originariamente chiamata &#8220;Via degli Orefici&#8221; perché era qui che si trovavano i banchi degli orefici. La strada era già importante nel XII secolo, quando fu citata in un documento del 1113. Nel corso dei secoli, via Orefici è diventata una delle strade più importanti di Bologna per l&#8217;acquisto di gioielli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Via Drapperie era originariamente chiamata &#8220;Via delle Drapperie&#8221; perché era qui che si trovavano i banchi dei mercanti di tessuti. La strada era già importante nel XII secolo, quando fu citata in un documento del 1119. Nel corso dei secoli, via Drapperie è diventata una delle strade più importanti di Bologna per l&#8217;acquisto di tessuti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Entrambe le strade sono state importanti centri commerciali per secoli e hanno contribuito a rendere Bologna una delle città più ricche e prospere d&#8217;Italia. Oggi, via Orefici e via Drapperie sono ancora strade vivaci e animate, che attirano visitatori da tutto il mondo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oltre al loro significato storico e commerciale, via Orefici e via Drapperie sono anche importanti per la loro architettura. Entrambe le strade sono fiancheggiate da edifici medievali e rinascimentali, che creano un&#8217;atmosfera suggestiva e romantica.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Via Orefici e via Drapperie sono due delle strade più affascinanti di Bologna. Sono luoghi da visitare assolutamente per chiunque voglia conoscere la storia e la cultura della città.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“L&#8217;arte non è un mestiere, è la maniera in cui si esercita un mestiere.” </em></p>
<p style="font-weight: 400;">Jean Renoir</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-orefici/">LA DOTTA Orefici</a> proviene da <a href="https://www.scritturabolognese.com">SCRIBO - Scrittura Bolognese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA DOTTA Valverde</title>
		<link>https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-valverde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Baglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 12:09:16 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.scritturabolognese.com/?post_type=product&#038;p=16249</guid>

					<description><![CDATA[<p>La cisterna <strong>Valverde</strong>, invece, è un'opera di ingegneria idraulica realizzata nel XVI secolo. Fu costruita per fornire acqua alla città, in particolare alla fontana del Nettuno, che era stata appena costruita. Il legame tra le torri e la cisterna, benché indiretto, è molto significativo. Le torri, simbolo della ricchezza e del potere della città, hanno reso possibile la costruzione della cisterna, che ha contribuito a migliorare la vita dei cittadini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-valverde/">LA DOTTA Valverde</a> proviene da <a href="https://www.scritturabolognese.com">SCRIBO - Scrittura Bolognese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA DOTTA Valverde</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La storia di Bologna nel Medioevo e nel Rinascimento è ricca di eventi significativi che hanno contribuito a plasmare la città e la sua cultura.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tante sono le testimonianze architettoniche che raccontano la ricca storia di Bologna di questi periodi storici: le torri di Bologna, la cisterna Valverde e la fontana del Nettuno sono tre monumenti importanti della nostra città, che si trovano in luoghi diversi ma che sono connessi da alcuni legami storici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel Basso Medioevo, tra l’XI e il XIII secolo, a Bologna sorsero decine di torri e se ne contavano oltre 100. Bologna, all’epoca, appariva come una vera e propria selva turrita, come un’odierna Manhattan, ma più vecchia di quasi un millennio.</p>
<p style="font-weight: 400;">La cisterna Valverde, invece, è un&#8217;opera di ingegneria idraulica realizzata nel XVI secolo e fu costruita per fornire acqua alla città. Il legame tra le torri e la cisterna, benché indiretto, è molto significativo. Le torri, simbolo della ricchezza e del potere della città, hanno reso possibile la costruzione della cisterna, che ha contribuito a migliorare la vita dei cittadini.</p>
<p style="font-weight: 400;">La cisterna Valverde e la fontana del Nettuno sono invece legate da un legame più diretto. La cisterna raccoglieva le acque dell&#8217;area di Valverde, che poi venivano utilizzate per alimentare la fontana del Nettuno.</p>
<p style="font-weight: 400;">La fontana del Nettuno è uno dei monumenti più famosi di Bologna e fu costruita nel XVI secolo per celebrare la potenza della città. Alla celebre fontana è stato dato un soprannome affettuoso e ironico dai Bolognesi, &#8220;Al Zigant&#8221; (il Gigante), in dialetto felsineo, ed è un modo per sottolineare la sua grandezza e il suo impatto sulla città. Questo soprannome è dovuto alle grandi dimensioni della statua, che è alta 3,2 metri e pesa 28 tonnellate.</p>
<p style="font-weight: 400;">LA DOTTA Turrita, Valverde e Al Zigant sono dunque un omaggio alla storia della nostra città e ad alcuni dei suoi monumenti più significativi del periodo medioevale/rinascimentale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>LA DOTTA Turrita</title>
		<link>https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-turrita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Baglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 11:53:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel Basso Medioevo, tra l’XI e il XIII secolo, a Bologna sorsero decine di torri e se ne contavano oltre 100. Bologna, all’epoca, appariva come una vera e propria selva <strong>turrita</strong>, come un’odierna Manhattan, ma più vecchia di quasi un millennio.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA DOTTA Turrita</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La storia di Bologna nel Medioevo e nel Rinascimento è ricca di eventi significativi che hanno contribuito a plasmare la città e la sua cultura.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tante sono le testimonianze architettoniche che raccontano la ricca storia di Bologna di questi periodi storici: le torri di Bologna, la cisterna Valverde e la fontana del Nettuno sono tre monumenti importanti della nostra città, che si trovano in luoghi diversi ma che sono connessi da alcuni legami storici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel Basso Medioevo, tra l’XI e il XIII secolo, a Bologna sorsero decine di torri e se ne contavano oltre 100. Bologna, all’epoca, appariva come una vera e propria selva turrita, come un’odierna Manhattan, ma più vecchia di quasi un millennio.</p>
<p style="font-weight: 400;">La cisterna Valverde, invece, è un&#8217;opera di ingegneria idraulica realizzata nel XVI secolo e fu costruita per fornire acqua alla città. Il legame tra le torri e la cisterna, benché indiretto, è molto significativo. Le torri, simbolo della ricchezza e del potere della città, hanno reso possibile la costruzione della cisterna, che ha contribuito a migliorare la vita dei cittadini.</p>
<p style="font-weight: 400;">La cisterna Valverde e la fontana del Nettuno sono invece legate da un legame più diretto. La cisterna raccoglieva le acque dell&#8217;area di Valverde, che poi venivano utilizzate per alimentare la fontana del Nettuno.</p>
<p style="font-weight: 400;">La fontana del Nettuno è uno dei monumenti più famosi di Bologna e fu costruita nel XVI secolo per celebrare la potenza della città. Alla celebre fontana è stato dato un soprannome affettuoso e ironico dai Bolognesi, &#8220;Al Zigant&#8221; (il Gigante), in dialetto felsineo, ed è un modo per sottolineare la sua grandezza e il suo impatto sulla città. Questo soprannome è dovuto alle grandi dimensioni della statua, che è alta 3,2 metri e pesa 28 tonnellate.</p>
<p style="font-weight: 400;">LA DOTTA Turrita, Valverde e Al Zigant sono dunque un omaggio alla storia della nostra città e ad alcuni dei suoi monumenti più significativi del periodo medioevale/rinascimentale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>LA DOTTA Campanula</title>
		<link>https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-campanula/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Baglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2023 14:07:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una madreperla e un lilla iridescente della <em>Campanula</em> ci ricordano i fiori a campana fra cui, ad una specie, è stato dato un nome legato alla nostra città.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA DOTTA Campanula</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Poco più di 500 anni fa nasceva a Bologna Ulisse Aldrovandi, figura di riferimento della scienza moderna, che ancora oggi viene considerato un riferimento per i naturalisti italiani contemporanei.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per l’Università di Bologna, si tratta del primo scienziato di cui si conservino i manoscritti, gli appunti, le lettere: un tesoro d’informazioni raccolte da uno spirito curioso di tutto.</p>
<p style="font-weight: 400;">A Ulisse Aldrovandi e a quella prima generazione di naturalisti dobbiamo il nostro immaginario visivo della natura. Un immaginario costruito sulla base della tradizione dell’illustrazione naturalistica, che forse in nessun posto come a Bologna ebbe uno sviluppo così straordinario, e che si trasformerà un giorno nella fotografia e nei documentari che tutti conosciamo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Molti di questi fiori e piante studiati e catalogati da Ulisse Aldrovandi sono oggi visibili all&#8217;Orto Botanico di Bologna, da lui stesso fondato nel 1568 per fornire agli studenti uno strumento pratico per coltivare e analizzare le piante trattate durante le lezioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">La natura non smette mai di stupirci e ogni volta che la guardiamo troviamo una fonte di ispirazione: le nostre nuove penne stilografiche della collezione LA DOTTA sono dedicate ad alcuni di questi fiori, <em>Campanula Bononiensis</em> e <em>Ninfea</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una madreperla e un lilla iridescente della <em>Campanula</em> ci ricordano i fiori a campana fra cui, ad una specie, è stato dato un nome legato alla nostra città.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un grigio/blu con striature lilla della <em>Ninfea</em>, invece, ci ricorda quelle piante acquatiche con le radici ancorate nella terra sul fondo degli stagni che improvvisamente rivelano i loro fiori galleggianti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Entrambi impreziosite da finiture in platino, i modelli LA DOTTA <em>Campanula</em> e <em>Ninfea</em> sono realizzati in soli 219 pezzi per colore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fonte:</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;ALTRO RINASCIMENTO Ulisse Aldrovandi e le meraviglie del mondo</p>
<p style="font-weight: 400;">Alma Mater Studiorum – Università di Bologna</p>
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			</item>
		<item>
		<title>LA DOTTA Studiorum</title>
		<link>https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-studiorum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Baglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2022 14:28:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci ispiriamo proprio agli antichi portici di Bologna, capaci di racchiudere tanta storia e significato, per presentare le nostre due nuove creazioni della collezione LA DOTTA: Domus e Studiorum.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA DOTTA Studiorum</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Umberto Eco ci regala queste parole in un’intervista dedicata al suo stretto legame con l’Università di Bologna: “Nelle tesi dei miei studenti trovavo sempre citazioni delle tesi che stavano facendo nello stesso momento altri studenti. (&#8230;) Questi ragazzi giravano sotto i portici di notte, andavano nei baretti, si raccontavano quello che stavano facendo (…). Questo è uno degli aspetti più belli dell&#8217;università bolognese: le osterie e i portici”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Eco descrive la sua Università come un’istituzione antica e, allo stesso tempo, giovane: sono i suoi studenti a renderla viva portandola al di fuori delle aule, discutendo le loro idee tra brindisi nei bar e camminate sotto i portici della città.</p>
<p style="font-weight: 400;">Proprio l’affluenza degli studenti, attratti dalla fondazione dello <em>Studiorum</em> nel 1088, portò alla costruzione dei famosi portici di Bologna: per dare ai nuovi abitanti una <em>Domus</em>, vale a dire una casa, furono ampliati i piani alti degli edifici aggiungendovi balconi inizialmente sostenuti da travi di legno. É ancora possibile osservare questi antichissimi portici medioevali, dal legno scuro e dalla superficie irregolare, passeggiando in via Mascarella o in Strada Maggiore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel corso dei secoli, il legno si è fatto pietra trasformandosi nel reticolo che ancora oggi connette quartieri, negozi e persone.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ci ispiriamo proprio agli antichi portici di Bologna, capaci di racchiudere tanta storia e significato, per presentare le nostre due nuove creazioni della collezione LA DOTTA: Domus e Studiorum.</p>
<p style="font-weight: 400;">La particolare fresatura della loro superficie, eseguita a mano, si ispira ai motivi del legno grezzo utilizzato per i primi portici, mentre i loro colori rimandano ai contrasti tra luce e oscurità che caratterizzano queste strutture dopo il tramonto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Di notte, infatti, la luce gialla dei portici fa da contraltare al nero del cielo offrendo una guida sicura verso casa.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il suo colore vivo, artificiale, non soltanto illumina nostri passi, ma intrattiene il nostro sguardo, disegnando ombre geometriche che si susseguono su quelle arcate che ci portano, piano piano, a destinazione.</span></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA DOTTA Ai Colli</title>
		<link>https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-ai-colli-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Baglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2021 10:54:20 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.scritturabolognese.com/negozio/senza-categoria/la-dotta-ai-colli-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>LA DOTTA Ai Colli, con il suo verde madreperla, ci parla del bellissimo paesaggio delle colline che abbracciano a sud la città, delle loro linee dolci e del verde che spunta brillante dietro il rosso dei tetti cittadini ed è realizzata in soli 219 esemplari.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA DOTTA Ai Colli</strong></p>
<p>Immaginate una piccola cittadina medievale che inizia a brulicare di studenti provenienti da tutta Europa. Sono accorsi ad ascoltare le più illuminanti menti dell’epoca discorrere di nuove idee e teorie.</p>
<p>Immaginate copie, e ancora copie di manoscritti che vengono riprodotti innumerevoli volte e poi scambiati avidamente. Immaginate il profilo di questa città cambiare, farsi sempre più viva e popolata di esperienze e persone.</p>
<p>Questa città, la nostra città, è Bologna.</p>
<p>Grazie a quelle menti, e alle esperte mani che copiavano i testi che le rendevano fertili, Bologna diventa il luogo in cui nasce la prima università del mondo occidentale.</p>
<p>Da quel momento in avanti, Bologna sarà chiamata “La Dotta”, centro culturale di eccellenza che a tutt’oggi continua ad attirare studenti da tutto il mondo i quali, di generazione in generazione, continuano a viverla e a renderla viva.</p>
<p>Per questo, da secoli, Bologna è una città aperta e accogliente, che ti attraversa con la sua storia illustre e che si lascia facilmente attraversare, percorrere.</p>
<p>Ne sono simbolo i suoi famosi portici, passaggi che proteggono l’andare e ti accompagnano verso i luoghi del cuore della città.</p>
<p>Ne abbiamo scelti due per omaggiare Bologna &#8220;La Dotta&#8221;, il suo spessore storico e il suo protagonismo culturale, facendolo a modo nostro, continuando con le nostre produzioni la sua antica tradizione di scrittura a mano.</p>
<p><em> </em><em>Ai Colli</em>, con il suo verde madreperla, ci parla del bellissimo paesaggio delle colline che abbracciano a sud la città, delle loro linee dolci e del verde che spunta brillante dietro il rosso dei tetti cittadini.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA DOTTA Paradisus</title>
		<link>https://www.scritturabolognese.com/negozio/le-stilografiche/la-dotta/la-dotta-paradisus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Baglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 14:31:58 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.scritturabolognese.com/?post_type=product&#038;p=28314</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le stilografiche della collezione <strong>LA DOTTA Liber Paradisus</strong> sono strumenti pensati per durare nel tempo, lontano dalle mode e dalle urgenze del presente.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA DOTTA Paradisus</strong></p>
<p>C’è una città che, più di altre, ha affidato alla scrittura il compito di custodire la libertà. Bologna, con le sue pietre antiche e i suoi portici, è una promessa tramandata nel tempo.</p>
<p>Qui la parola scritta non è mai stata semplice testimonianza, ma atto fondativo, gesto civile, visione dell’uomo. È in questo solco profondo che nasce <strong>LA DOTTA Liber Paradisus</strong>.</p>
<p>Nel cuore del Medioevo, quando l’Europa era ancora attraversata da vincoli e gerarchie immutabili, Bologna scelse di scrivere una pagina diversa. Un libro di legge che affermava, con lucidità e coraggio, un’idea radicale: la libertà come condizione originaria dell’essere umano. Un testo che non gridava, ma dichiarava. Che non imponeva, ma restituiva.</p>
<p>La scrittura, ancora una volta, diventava strumento di emancipazione, memoria condivisa, fondamento di una nuova dignità.</p>
<p>LA DOTTA Liber Paradisus nasce da quella stessa tensione. Non soltanto come oggetto celebrativo, ma come simbolo contemporaneo di un’eredità intellettuale. Scrivere con questa penna significa riconoscere il valore del pensiero libero, lento, consapevole. Significa scegliere la parola come spazio di autonomia, come gesto che appartiene solo a chi lo compie. In un tempo che consuma tutto rapidamente, Liber Paradisus invita a fermarsi, a lasciare traccia, a dare forma a ciò che nasce dentro.</p>
<p>La collezione LA DOTTA affonda le sue radici nell’anima più profonda di Bologna: quella della conoscenza, del diritto, della cultura come bene comune. È un omaggio alla città che ha fatto dell’intelletto una pratica quotidiana, che ha saputo unire rigore ed umanità, studio e visione.</p>
<p>Ogni penna stilografica della collezione racconta un frammento di questa identità, ma Liber Paradisus ne rappresenta il cuore simbolico: <strong>la scrittura come atto di libertà.</strong></p>
<p>Realizzata in ebanite, materiale vivo e nobile, Liber Paradisus si distingue per una finitura opaca che restituisce al tatto una sensazione calda, profonda, quasi organica. La variante rossa, attraversata da venature gialle e impreziosita da finiture in oro, richiama il calore della terra e della passione civile. La versione blu, solcata da venature rosse e completata da finiture platino, evoca la profondità del pensiero, il dialogo tra rigore e immaginazione. Due interpretazioni cromatiche di uno stesso principio: la libertà come movimento, mai come stasi.</p>
<p><strong>Liber Paradisus</strong> è un oggetto da collezione, pensato per durare nel tempo, lontano dalle mode e dalle urgenze del presente. È una penna che non chiede attenzione, ma che la merita. Accompagna chi scrive in un gesto antico e sempre nuovo, trasformando ogni parola in un atto di presenza.</p>
<p>Perché la libertà non è solo ciò che si conquista. È ciò che si scrive, ogni giorno, con responsabilità e cura. E alcune penne nascono per ricordarcelo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Fino a che tutti non sono liberi, nessuno è libero.”</p>
<p>(Martin Luther King)</p>
<p style="text-align: center; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;" align="center">
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