Descrizione
FEEL Nova Stella
Il desiderio di scoprire ciò che ancora non conosciamo.
Esiste un momento, durante la navigazione, in cui ogni riferimento familiare scompare. La terra è ormai lontana, il mare si estende oltre lo sguardo e persino il cielo comincia a cambiare. Le stelle che per secoli hanno indicato la rotta lasciano il posto ad altre, mai osservate prima.
È l’incontro con qualcosa che fino a quel momento esisteva soltanto nell’immaginazione. Un orizzonte sconosciuto, capace di suscitare meraviglia e, insieme, il desiderio di spingersi ancora più lontano.
È da questa immagine che prende forma FEEL Nova Stella, una nuova interpretazione della collezione FEEL, ispirata all’ultimo viaggio di Ulisse narrato da Dante nel canto XXVI dell’Inferno.
Spinto da un’insaziabile sete di conoscenza, Ulisse oltrepassa le Colonne d’Ercole, superando i confini del mondo conosciuto per avventurarsi nell’immensità dell’oceano. La sua rotta lo conduce verso un cielo diverso, dove le stelle dell’emisfero settentrionale scompaiono sotto la linea dell’orizzonte, lasciando spazio a quelle del polo opposto, mai osservate prima dai naviganti.
È una delle immagini più suggestive del racconto dantesco: un cielo sconosciuto che si rivela a chi ha avuto il desiderio di spingersi oltre ciò che conosceva.
FEEL Nova Stella nasce da questo sguardo rivolto all’ignoto. Il suo nome richiama simbolicamente quelle stelle mai viste prima, che diventano espressione del desiderio umano di conoscere, esplorare e superare i propri confini.
Ma il viaggio di Ulisse custodisce anche un significato più profondo. In Dante, la ricerca della conoscenza convive con il rischio di oltrepassare i limiti umani. Il desiderio di scoprire nuovi orizzonti si accompagna all’incertezza di ciò che attende oltre il conosciuto, in una tensione continua tra curiosità e consapevolezza.
È proprio questa tensione a rendere la scoperta un’esperienza capace di trasformarci. Ogni nuovo orizzonte cambia il nostro modo di osservare il mondo e ci invita a interrogarci su quanto ancora resta da conoscere.
Anche la scrittura nasce, spesso, dal desiderio di esplorare qualcosa di cui non conosciamo ancora la forma. Un pensiero appena intuito, una domanda rimasta senza risposta, un’idea che prende una direzione inaspettata.
Davanti a una pagina bianca, le parole diventano uno strumento di ricerca: ci permettono di attraversare ciò che immaginiamo, di osservare da prospettive differenti e di dare forma a ciò che, fino a un istante prima, non sapevamo ancora esprimere.
Ogni parola apre una possibilità. Ogni frase può condurci verso una riflessione inattesa. E talvolta è proprio scrivendo che arriviamo a comprendere ciò che stavamo cercando.
Con FEEL Nova Stella, SCRIBO rende omaggio a questa dimensione della scrittura, al piacere di lasciarsi sorprendere dalle proprie idee e alla curiosità che continua ad alimentare il desiderio di conoscere.
Il legame con il racconto dantesco si ritrova anche in un dettaglio distintivo di questa edizione: il numero 133.
Nel canto XXVI dell’Inferno, è proprio al verso 133 che Ulisse racconta l’apparizione di una montagna sconosciuta, scorta in lontananza dopo mesi di navigazione. È il momento in cui, oltre il mare e sotto un cielo ormai diverso, si delinea una terra mai vista prima.
Un’immagine che racchiude il fascino del superamento del limite, ma anche la complessità del racconto dantesco.
SCRIBO ha scelto di custodire questo riferimento realizzando FEEL Nova Stella in due differenti finiture, ciascuna limitata a 133 esemplari numerati, per un totale di 266 stilografiche.
Il numero, richiamato anche da un’incisione dedicata, diventa così parte integrante dell’identità dell’edizione. Un dettaglio che lega ogni esemplare al racconto da cui trae ispirazione, trasformando un preciso riferimento letterario in un elemento distintivo della stilografica.
FEEL Nova Stella celebra il fascino di ciò che resta ancora da conoscere. Quella curiosità che ci porta a interrogarci, a cambiare prospettiva e a cercare significati nuovi anche nelle esperienze più familiari.
Perché esistono orizzonti che possiamo raggiungere soltanto con il pensiero. E possibilità che prendono forma nel momento in cui troviamo le parole per immaginarle.
Ogni nuova parola è un orizzonte da scoprire.
«Tutte le stelle già de l’altro polo
vedea la notte, e ‘l nostro tanto basso,
che non surgëa fuor del marin suolo.»
Dante Alighieri, Inferno, canto XXVI, vv. 127–129.

























